Ictus non riconosciuto al Pronto Soccorso
Dettagli del caso
Primo Accesso al Pronto Soccorso
Tizio si presentava alle ore 10:41, tramite 118, presso il Pronto Soccorso dell’ospedale per sensazione di vertigini e sudorazione.
Il verbale della scheda intervento dell’ambulanza, allertata alle ore 10:15 e giunta alle ore 10:22 con ripartenza alle ore 10:37, riportava:
“Presenza di malessere da stamane, giramenti di testa, sudorazione fredda, nausea”.
Il paziente veniva sottoposto esclusivamente ad un ECG (negativo per segni di ischemia), a visita generale e a glucostik.
Alle ore 11:40 veniva dimesso con diagnosi di lipotimia vaso-vagale.
Secondo Accesso – Sintomi Neurologici Evidenti
Qualche giorno dopo, sempre con regime d’urgenza a mezzo ambulanza, si presentava presso la stessa struttura ospedaliera alle ore 10:54.
Dal verbale risultava soggetto in codice giallo, in condizione di emergenza, con esito “osservazioni OBI” per diagnosi di recidiva di episodio presincopale.
L’anamnesi del referto del P.S. riportava:
“Circa 20 minuti fa, dopo essersi piegato in avanti, vertigini e ipostenia agli arti inferiori, impaccio nell’eloquio, riferita deviazione della rima buccale a sinistra. Ieri visto in P.S. per lipotimia”.
L’esame obiettivo evidenziava deviazione della rima buccale a sinistra, non disartria, ROT normoevocabili.
In questa circostanza venivano effettuati ECG, prelievi ematici e TAC encefalo senza contrasto.
L’esame TAC risultava:
“Non dimostrabili immagini di iperdensità emorragiche né altre significative alterazioni morfo-densitometriche cerebrali e cerebellari. Le cavità ventricolari e gli spazi subaracnoidei risultano nella norma”.
Alle ore 14:19 il paziente veniva trattenuto in osservazione. Il medico attestava assenza di stasi polmonare, toni ritmici, nessun deficit focali.
Alle ore 19:23 veniva dimesso con diagnosi di sindrome sincopale recidivante.
Terzo Accesso – Ictus Conclamato
In data successiva si ripresentava a mezzo ambulanza per deviazione della rima buccale sinistra, emiplegia sinistra e cefalea.
Dal verbale di P.S. si rileva che alle ore 05:56 il paziente giungeva in struttura.
Nell’anamnesi si riportava:
“Visto ieri in OBI per verosimile TA, deviazione rima buccale, emiparesi sinistra, stanotte disartria, emiparesi sinistra”.
Esami Strumentali Definitivi
Il paziente veniva trasferito presso la medicina d’urgenza dello stesso ospedale.
L’esame TAC segnalava area ipodensa nel centro semiovale a sinistra e a destra in sede sottocorticale.
L’ecodoppler dei vasi del collo evidenziava:
- Destra: ateromasia della biforcazione da deposito ipoecogeno parietale. Origine della carotide interna occupata da materiale ipoecogeno disomogeneo che si estende per circa 12 mm, ostruendo il flusso.
- Sinistra: ateromasia a “manicotto” della biforcazione (spessore 2,4 mm), che si estende verso la carotide esterna e interna, provocando stenosi di circa il 30%.
Diagnosi Neurologica
Nella cartella era presente referto neurologico che attestava:
“… Episodio caratterizzato da malessere, annebbiamento visivo, sensazione di non tenere il volante con regressione dopo pochi minuti. Il giorno dopo ha presentato capogiri con l’assunzione dell’ortostatismo e debolezza agli arti inferiori. In P.S. oggi emiparesi sinistra successivamente emiplegia… Diagnosi: ictus ischemico del territorio della cerebrale media“.
Il paziente veniva successivamente trasferito nel reparto di medicina interna e, poi, in riabilitazione con diagnosi di ictus ischemico con emiplegia sinistra.
All’obiettività della dimissione: emiplegia sinistra profonda, alterazione della sensibilità superficiale e profonda, mancato controllo del tronco con tendenza alla caduta.
Valutazione Medico-Legale
Dalla valutazione dell’anamnesi risulta inconfutabile la responsabilità dei medici che ebbero in cura il paziente.
Il medico legale di parte affermava:
“Se dal primo accesso presso la struttura, date le caratteristiche dei disturbi segnalati (malessere, annebbiamento visivo, sensazione di non riuscire a tenere il volante) e quelli del giorno successivo (deviazione della rima buccale, impaccio dell’eloquio, ipostenia agli arti inferiori), fossero state valutate attentamente le cause, trattenendo il paziente per effettuare ecodoppler dei vasi del collo, TAC seriate e terapia antiaggregante associata a cortisonici e plasma expanders (manitolo, glicerolo), sicuramente il Sig. Tizio non avrebbe presentato un quadro così devastante di coinvolgimento funzionale dell’emisoma sinistro”.
Non venne presa in considerazione la possibile insorgenza di ischemia, nonostante per due giorni consecutivi il paziente avesse manifestato sintomi che potevano e dovevano allertare i sanitari.
Danno e Responsabilità
Attualmente il paziente presenta un danno biologico evidente, ascrivibile a mancata e attenta valutazione clinica.
Il danno è visibile ictu oculi, essendo il paziente costretto in sedia a rotelle.
Indubbia la malpratica sanitaria. Sussiste un rilevante danno biologico.
Azione Legale
Il Sig. Tizio, nonostante decidesse di far valere le proprie ragioni a distanza di quasi 10 anni dall’evento, conferiva incarico legale.
La difesa inviava una missiva per richiedere bonario risarcimento, senza ottenere riscontro.
Si decideva quindi di adire il Tribunale competente.
Il giudice nominava un medico legale iscritto all’albo dei consulenti tecnici d’ufficio (C.T.U.), il quale concludeva nel proprio elaborato peritale per una piena responsabilità dei sanitari.