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Infezioni e Protesi €108.000 Quietanza n. 256/RMG

Protesi anca mal posizionata

DannoLussazione e frattura bacino
PercorsoTrattativa stragiudiziale

Dettagli del caso

La paziente si recava presso la struttura sanitaria per sottoporsi ad intervento chirurgico di protesizzazione all’anca destra.

In tale sede veniva effettuata un’artroprotesi totale dell’anca destra (ACCIS acetabular cup 48/52, ACCIS head taper 12/14, AjS schaft stem 5 right taper 12/14).

Decorso Post-Operatorio

Il decorso post-operatorio a domicilio si caratterizzava subito per forti dolori.
La paziente si recava quindi dal proprio medico di base, che le consigliava riposo assoluto e terapia medica; i dolori, tuttavia, persistevano.

La paziente fu costretta a ritornare presso la struttura sanitaria, ove i medici riscontrarono:

  • “Deformazione ed impotenza funzionale anca destra. Esiti cicatriziali coscia dx”
  • Diagnosi: “Lussazione anca destra in artroprotesi”

Cause e Complicazioni

Non vi fu alcun trauma: la protesi fuoriusciva perché non posizionata e fissata adeguatamente.

La paziente veniva quindi sottoposta a ulteriore intervento chirurgico di revisione dell’artroprotesi; durante il ricovero subiva la rottura del bacino.

Dopo la degenza ospedaliera veniva dimessa per il periodo natalizio, costretta a totale degenza a letto.
A gennaio si sottoponeva a ricostruzione dell’acetabolo e successivamente a riabilitazione presso un istituto clinico.

Documentazione Clinica

Dalla documentazione clinica emerge:

  • l’impianto iniziale della protesi non era stato adeguatamente fissato e conseguentemente fuoriusciva;
  • nel riposizionare la protesi lussata, la paziente subiva la frattura del bacino;
  • a gennaio veniva eseguito un ulteriore intervento di ricostruzione dell’acetabolo.

Considerazioni Medico-Legali

Vista la situazione, la paziente si rivolgeva al proprio avvocato. Un medico specialista incaricato relazionava:

I dati clinici e strumentali testimoniano:

  • cedimento dei mezzi di sintesi per frattura mediale collo femorale;
  • rimozione e impianto di artroprotesi anca non cementata;
  • precocissima lussazione per mobilizzazione componente acetabolare, sostituita con cotile Coptan 52 mm con 3 viti;
  • ulteriore lussazione con riduzione, posizionamento di croce di K con tre viti da spongiosa e impianto cotile cementato monoblocco.

Lo stato attuale, confermato da Rx bacino, mostra un problematico neocotile completamente fuori dal fisiologico acetabolo.

In sostanza si rileva un grossolano difetto di posizionamento iniziale dell’impianto protesico.

Ne deriva:

  • insufficienza meccanica dell’impianto, pressoché improponibile a revisione;
  • responsabilità della Struttura ospedaliera per difetto realizzativo del percorso artroprotesico.

Esiti e Conseguenze

  • compromissione dell’integrità biologica della paziente stimata al 35% del valore globale;
  • quota differenziale imputabile alla responsabilità sanitaria pari al 20%, da personalizzare in aumento;
  • convalescenze prolungate e reiterati interventi;
  • sofferenza biologica temporanea: 220 giorni complessivi (130 giorni oltre la norma: 70 di inabilità assoluta e 60 di inabilità parziale al 50%).
A seguito di azione legale, veniva riconosciuto alla paziente un risarcimento di euro 108.000,00